10 esperienze per cui le Azzorre sono le Azzorre (e che ancora in pochi sanno)
SET
18
2009
TAGS:Azzorre Tramonto Viaggio natura delfini balene capodogli oceano scogli onde arte profumi fotografia

Sono tornato da poco da un meraviglioso viaggio sulle isole Azzorre. Quest'anno, con la mia ragazza, ci siamo spinti verso l'estrema punta occidentale d'Europa, un luogo incantato, abitato da persone semplici e ospitali, ricolmo di una natura straripante.
Quello che segue è un breve resoconto dei primi 10 motivi per cui vale la pena visitare questo paradiso terrestre...
Buona lettura !
1. Le prime onde d'Europa

Le Azzorre non sono di certo le Maldive. Non ci sono spiagge se non di sabbia nera ed anche quelle sono rarissime. Le coste sono disegnate da scogli, insenature, grotte, archi naturali di roccia erosa e... ancora scogli.
Inoltre ho sempre trovato estremamente rilassante e pacificante fermarmi ad osservare le onde infrangersi sulla costa, sentirne il rumore e respirare la salsedine e il vapore che si disperde nell'aria dopo l'impatto.
Seduti sulla scogliera, nell'isola di Flores, la più occidentale dell'arcipelago, mi sono fermato per un bel po' a guardare le prime onde d'Europa, che arrivano dopo un viaggio di circa 2100 km e sono alte, nelle belle giornate un paio di metri. E quando trovano nuovamente un sasso nell'oceano ecco che si elevano un po' di più verso il cielo.
2. L'arte dei naviganti

Quasi tutti i porti delle principali città(figurarsi, la più grande avrà 20.000 abitanti ed è un caso unico) delle Azzorre condividono una particolarità: lungo i pontili è possibile trovare dei murales e delle scritte, lasciate dai marinai e dai naviganti che sono approdati su questi scogli. I primi, i più ricchi ed i più belli si trovano al porto di Horta, città principale dell'isola di Fajal. Qui è possibile trovare davvero di tutto, dalle balene incontrate a storie di tempeste e di speranze di approdi, cetacei oceanici con l'occhio di horus, sirene, fari che illuminano i nomi e le avventure. Davvero una galleria d'arte lasciataci in eredità dai marinai di un tempo e che tutt'oggi continua ad essere alimentata da nuove opere, nuove tecniche e nuovi racconti. Imperdibile !
3. Panorami mozzafiato

Queste isole non solo sono il primo (o l'ultimo avamposto) d'Europa, ma sono anche quello che rimane, secondo alcune leggende, dell'antico continente di Atlantide. Quello che rimane dell'antico continente, se vi piace fantasticare, sono i resti di vulcani enormi, ormai spenti(ma non tutti e non del tutto) che poggiano su tre placche, rendendo la calma apparente della superficie ancora più calma se si pensa alle energie che si scontrano qualche migliaio di metri sotto ai propri piedi.
Tutto questo ha prodotto degli scenari da favola e caldere di questi antichi demoni che oggi sono stracolme di piante e fiori e laghi dai colori intensi. Su ogni isola c'è almeno una caldera, una bocca di vulcano, un fumarola, una spaccatura da cui fuoriesce l'alito umido e bollente della terra, in una miriade di colori e sfumature che danno ai panorami e ai paesaggi di questa terra qualcosa di unico.
4. Profumi e colori

Una delle cose che più mi ha colpito di quei posti non è stata la totale assenza di inquinamento, ma la totale presenza delle essenze della natura. Ovunque e sempre si è sommersi dal canto degli uccelli, dai fiori multicolori,dalle piante endemiche e dal profumo, profumo intenso, dolce, che pervade ogni luogo di ciascuna isola. L'aria profuma gradevolmente... e senza utilizzare la chimica, se non quella vegetale di un posto che, per amore dell'uomo o per mancanza di mezzi - non so - rimane da tanto, tantissimo tempo, uguale a se stesso.
5. Tunnel di lava

Una delle cose più suggestive che potete trovare alle Azzorre sono i tunnel di lava. Questi tunnel sono giganteschi ed il più grande del Portogallo si trova sull'isola di Pico: la famosa Gruta de Torres. Qui dentro sembra di trovarsi nell'intestino della terra, mentre la luce delle torce sul casco illuminano (poco) stanze gigantesche ornate da stalattiti e stalagmiti e forme e figure di roccia, bombe gigantesche e sinuose curve di buio.
6. Natura incontaminata

La natura è la regina incontrastata di queste terre paradisiache. Ovunque fiori, ovunque piante. L'impatto dell'uomo nel territorio sembra limitato a poche colonie abitate. Tutto il resto è dell'acqua che scorre in riscelli e cascate, che forma polle d'acqua per bagnarsi o che fuoriesce dalla terra, bollente, in giochi di fumi e luci. Fiori variopinti, dai colori accesi accompagnano ogni vostro passo, ortensie a perdita d'occhio e ragione. L'aria profuma di fresco e con il vago profumo salato dell'oceano il primo pensiero che si ha è quello, timoroso, di dover respirare, un'altra volta, l'aria della città.
7. Farsi il bagno nelle polle naturali, sotto le cascate

Questa è una delle esperienze più belle: vi racconto la scena.
Pomeriggio, dopo una bella passeggiata lungo la costa. Il sole timidamente fa capolino dalle nuvole basse sull'isola di Flores. Siamo a Poco do Bachalau. Passato un facile sentiero che supera un antico mulino abbandonato, ci troviamo sotto una sottile cascata dal salto di almeno 40 metri. La cascata cade in veli di vapore e si infrange sulla roccia sottostante dove, ricomponendosi in altri rami d'acqua, scende in una polla d'acqua di un verde smeraldino (quella della foto). Siamo in due, soli, mentre tutt'intorno piante tropicali, gli immancabili fiori e il cinguettio degli uccelli si spande in echi tutt'intorno. Indimenticabile. Incomparabile.
8. Delfini e delfini e ancora delfini

Non ne sarete mai sazi ed è impossibile non incontrarli, se vi capiterà di andare per mare. I delfini vi verranno incontro e vi accompagneranno per lunghi tratti di viaggio, giocando con le onde, facendo a gara con l'imbarcazione ma, soprattutto, compiendo per voi evoluzioni fantastiche. Non quelle che insegnano loro gli addestratori, ma quelle che la libertà e la natura ha concesso loro. Allora li vedrete esibirsi in salti altissimi, in sequenze sincronizzate, in sfide fantastiche contro la prua della barca.
Per non parlare poi dell'esperienza del nuoto con i delfini.
Quando ci sono andato non erano molto socievoli, un po' per l'oceano non calmissimo, un po' per fatti loro. Era una giornata metallica, di quelle nuvolose che ogni tanto lasciano filtrare qualche raggio di luce. Lo skipper ci da il "go" ed in due ci buttiamo in acqua e ci allontaniamo dall'imbarcazione. Di fianco a noi non li vedo, ma mi immergo e guardo sotto.
Un po' di luce filtra dal cielo, illumina l'acqua che è di un blu intenso che solo quello ti commuove. Sotto di me, illuminati da quella luce fantastica nuotano venti, trenta delfini, non lo so... tanti delfini. In gruppo, allineati, ruotano su loro stessi ad una decina di metri da me. Era come se stessi vivendo un'esperienza soprannaturale, come se fossi passato in una finestra dimensionale alternativa. Ma li sentivo cantare, distintamente, e l'eco dei loro suoni arrivava fino a me con la lentezza e la nitidezza dell'acqua.
E' durato tutto il tempo di un respiro, il respiro più lungo della mia vita.
9. Le balene

Le balene sono state il motivo principale che mi ha convinto ad andare alle Azzorre... anche perchè non immaginavo ancora le esperienze che si possono vivere in questa terra di confine. Nonostante tutto il resto però, l'avvistamento delle balene è stata una delle esperienze più intense che abbia mai provato.
Nelle nostre escursioni abbiamo incontrato delle balenottere comuni e, seppr con difficoltà, i famosi capodigli, i cetacei simbolo delle Azzorre.
L'evento più suggestivo è vedere la pinna, enorme, gigantesca, del capodoglio che ne annuncia l'immersione (lunghissima, da 45 minuti a 2 ore) per la ricerca di cibo. Certo è che la cosa che rimane di più non sono le fotografie, quanto l'esperienza meravigliosa di aver visto qualcosa di unico e irripetibile.
10. L'ultimo tramonto d'Europa

L'ultima voce la dedico al sole.
Anche alle Azzorre finiscono le giornate, anche in paradiso, seppure in modo meno evidente, il tempo si muove e va avanti.
Sull'isola di Flores, la più occidentale dell'arcipelago, sulla costa di Faja Grande, la città(?) più occidentale dell'isola, si ammira l'ultimo tramonto d'Europa.
Nulla di particolare, nulla di scenografico. Solo la consapevolezza di essere arrivato al confine della tua pseudo patria.
Da quel punto in poi ci sono migliaia di chilometri prima di trovare ancora terra. Una terra così diversa da questa.